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Medico con Laurea in Medicina e Chirurgia e Specializzazione
in Igiene e Medicina Preventiva. Libero professionista dal 1988 come medico omeopata ed esperto in Medicine Non Convenzionali (CAM).
Vasta esperienza come consulente scientifico, do- cente universitario e coordinatore di progetti di ricerca internazionali in collaborazione con l’OMS. Autore di pubblicazioni e testi. Specializzato in Psicoterapia ad indirizzo Bio- energetico ed esperto nell’uso clinico di PEMF (Campi Elettromagnetici Pulsati).
Abstract
L'asse intestino-cervello, pur essendo bidirezionale, vede il cervello e il Sistema Nervoso Centrale agire come centri di comando che possono profondamente alterare la fisiologia intestinale e la composizione del microbiota, in particolare in risposta allo stress. Quando il cervello percepisce una situazione di stress, si innesca una cascata di eventi neurali ed endocrini che influenzano direttamente l'ambiente gastrointestinale (Ravenda et al., 2025).
Il meccanismo chiave di questa influenza top-down è l'attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene da parte del SNC. Questa attivazione porta al rilascio di ormoni dello stress, come il cortisolo, che hanno un impatto diretto sull'intestino. Il cortisolo, ad esempio, può compromettere l'integrità della barriera intestinale, rendendola più permeabile e influenzando la sua funzionalità (Chuang, 2022). Contemporaneamente, i segnali nervosi inviati dal cervello possono alterare la motilità e la secrezione intestinale (Ravenda et al., 2025). Queste modificazioni ambientali, indotte direttamente dal SNC, creano un terreno fertile per cambiamenti nella composizione del microbiota, favorendo la disbiosi (Chuang, 2022). La disbiosi, a sua volta, può contribuire allo sviluppo di patologie gastrointestinali funzionali e influenzare la vulnerabilità a disturbi neuropsichiatrici, dimostrando come il controllo centrale dello stress eserciti un'influenza primaria e critica sulla salute dell'intestino e del suo microbiota (Santos et al., 2025; Wouw et al., 2018).
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